Corso comunicazione visiva

Il corso periodico "Creatività impresa" si avvale del sistema cooperativistico di apprendimento.

Questo significa che ha un costo compressivo di 150€ divisibile in quote per i partecipanti.

Può essere attivato con un numero minimo di 5 iscritti che sceglieranno giorno e orario e non potrà superare la quota di 25€ a persona.

La durata del corso varia dalle 2 alle 3 ore e si svolgerà presso lo spazio Itinert in via Sant'Egidio 11 a Viterbo. La lezione sarà  tenuta da Fiorenzo Masscagna docente dislessico di Teoria della percezione e Psicologia della forma. info: 320 63 88 040. info@mascagna.it

A cosa serve il corso Creatività e Impresa?

A diventare bravi

C’è stato un tempo che ha visto l’economia girare per conto suo. Il buono stato di salute del mercato ha reso bravi anche coloro che, pur non essendolo, hanno beneficiato della circolarità consumistica che si è generata tra gli anni Settanta e Novanta.

Crisi del mercato e una nuova idea di consumo hanno messo in discussione il vecchio sistema di fare impresa. Quella che avrebbe dovuto essere una pioggia primaverile è diventata  un vero e proprio cataclisma che ha falcidiato il mondo produttivo.

In realtà non c’era nessuna ragione di credere che si potesse tornare alle condizioni che hanno preceduto i primi anni del 2000. Non c’era motivo di crederlo perché stava cambiando radicalmente il modo di fare mercato.

I negozi che hanno abbassato le saracinesche non potranno più rialzarle perché comunque la loro sfida sarebbe perdente nei confronti della spesa online. L’unica possibilità che resta è spostare i termini della sfida sul terreno della qualità, ma questo implica conoscenze culturali riferite all’oggetto che non possono essere disattese.

In un mondo in cui nulla è affidato al caso non si procede andando per tentativi, c’è da assumere un nuovo metodo nei confronti di ciò che si sta manipolando. All’inizio potrà sembrare strano che ci si debba riferire alla scienza dell’arte per risolvere problemi di economia. Il compito di questo corso breve è dimostrare il contrario.

Il movimento apparente dell'immagine dimostra quanto i nostri occhi abbiano necessità di muoversi continuamente per guardare. Vuol dire che quello della visione è un processo attivo dal quale dipende la trasmissione dei dati sensoriali al cervello. Quindi

La prima cosa che si dice quando un’impresa non funziona è: “Qui bisogna inventarsi qualcosa”. L’invenzione è una capacità linguistica che ha origine nella necessità di variare il punto di vista nei confronti del problema. Semanticamente si agisce sul livello grammaticale, che significa avere un nuovo modo per proporre la medesima cosa. Il nuovo modo non può prescindere dalla cultura dell’oggetto.

Il terreno meno adatto per proporre nuove sfide è la massificazione dove ciò che conta è soltanto il prezzo. È invece il saper giocare di anticipo sulle esigenze della società la nuova frontiera. In questo la creatività ha un indiscusso ruolo e lo testimoniano le imprese che hanno fatto la storia.

Siamo talmente abituati a vedere da non renderci conto che questo semplice fatto dipende da meccanismi complessi che coinvolgono sia il mondo esterno sia il sistema cerebrale che guida le azioni del quotidiano. Il passaggio è quello che va dal grande de

C’è nella sostanza da essere bravi, conoscere il colore dal punto di vista fisico, chimico e percettivo se si producono o si vendono cose colorate. Bisogna conoscere le risposte percettive della legge di gravità e di quella di irradiazione se si costruiscono case. È importante entrare in possesso delle metodologie linguistiche che portino il linguaggio a stabilirsi nella via di mezzo tra comunicazione e espressione. Diventa necessario sapere come vediamo ciò che ci è intorno e capire se gli altri lo vedono come lo vediamo noi. Non è quindi accessoria la conoscenza della visione.

Per comprendere il processo della visione è importante avere chiaro il funzionamento della trasformazione dei segnali luminosi in impulsi elettrochimici che arrivano al cervello. L’occhio non fa fotografie e non ha abbastanza spazio per inviare al siste

Il binomio creatività-impresa, a torto poco considerato, è quello che può imporsi come metodo nel momento in cui si ha la necessità di avere sotto controllo il passaggio tra produzione e proposta. 

Le questioni di metodo sono per natura generali e riguardano aspetti complessivi dai quali è comunque possibile trarre insegnamenti utili per le proprie specifiche esigenze.

Si ha a volte necessità di comunicare meglio, altre volte si vuole comprendere perché un determinato prodotto non riesca ad aprirsi un varco nel mercato, può succedere che si desideri formare i propri dipendenti in relazione a delle specifiche esigenze.

Il punto di partenza è sempre fare una accurata analisi della situazione, ma l’analisi per poter essere efficace necessità di specifici strumenti.

I colori che vediamo e il maggiore acume visivo dipendono da questa particolare zona della retina. Da qui vengono inviati i segnali elettrochimici che consentono al cervello di ricostruire l'immagine scomposta in fasci luminosi.

La sceinza dell'arte indaga ciò che è a monte dell'esperienza visiva. La particolare attenzione alle risposte psicologiche e comportamentali che questa disciplina offre è certamente utile per comprendere i meccanismi che generano il fatto percettivo. 

Se osserviamo il colore di un oggetto e poi chiudiamo gli occhi si stampa nel cervello il suo negativo. Vuol dire che per noi esiste sempre una complementarietà. Un concetto è valido soltanto se ha un suo contrario.

 

Blu e rosso sono due opposizioni perché corrispondono all'introspezione e all'azione, pensiero e materia. Si esprime con il blu ciò che è interiore e con il rosso arancio l'evidenza concreta di un fatto.

Durante il corso verrà affrontata la relazione occhio-cervello e la conseguente risposta psicofisica che si genera nei confronti di determinate forme e colori.  Si tratterà quindi di andare a scoprire quali sono le associazioni migliori tra forme e accordi cromatici, sapendo che la scienza dell'arte ha studiato approfonditamente queste relazioni.

Non sempre gli accostamenti tra colori che riteniamo validi sono di facile assimilazione.Compito dell'incontro è quello di chiarire quali sono i criteri di fruibilità delle tinte.

Per individuare il complementare è sufficiente collocare lo sguardo nella casella opposta al colore osservato

Non sempre ciò che somiglia è la cosa più vicina, può anche capitare che sia la più distante. Se nel Medioevo l'oro era simbolo della regalità e il giallo il colore di ebrei e meretrici dovrà pur significare qualcosa. Un esempio che può essere fatto riguarda la complementarietà.

E' più facile che in assenza del rosso possa piacere più il verde dell'arancio. Semplicemente perché mancando un colore ci si orienta verso il suo complementare, che è esattamente l'opposto del colore preso in questione.

I colori che riusciamo a riconoscere con certezza sono sei, primari e secondari.

Nei confronti del colore si ha spesso un atteggiamento ingenuo. La tendenza è quello di farlo appartenere alla sfera del più o meno simpatico. Il colore è la manifestazione esteriore di determinate lunghezze d'onda, quindi è energia.

Il colore appartiene alla luce e non è quindi una proprietà dei materiali. La sua variabilità rispetto alla condizioni di illuminazione è proprio questa.

Poco si pensa che quando si indicano colori si sta parlando di numeri. Tra i 730  ed i 360 nanometri di lunghezza d'onda è compresa la gamma dei colori che possiamo vedere  e che va dal rosso profondo al violetto.

 

L'arcobaleno altro non è che la manifestazione esteriore della dispersione della luce che in realtà avviene sempre quando siamo in presenza di colori

Un'impresa, qualunque essa sia, è fatta di forme e di colori. Ecco perché l'insistenza sul fatto percettivo. Non è solo auspicabile ma necessario che ci sia una efficace corrispondenza tra sigificante (che può essere qualsiasi cosa) e significato.

Confezionare spaghetti dentro un contenitore a pois può avere conseguenze disastrose, così come mettere dentro una scatola fuxia del cioccolato. Tra prodotto e la scatola deve esserci una naturale continuazione che spesso in termini coloristici corrisponde all'utilizzo del complementare. Infatti ci viene naturale imamginare una confezione blu per la pasta gialla.

C'è a questo punto da chiedersi se quello che  può risultare superfluo non sia importante. L'efficacia di qualsiasi operazione non dipende dal caso ma a precise scelte in ambito comunicativo.

La domanda è se davvero si conosca cosa sia il linguaggio per poterlo al meglio utilizzare. La differenza che esiste tra il linguaggio cromatico di un semaforo e quello di un abito da sera può essere ridotta in comunicazione - espressione, poi però diventa necessario andare a scoprire quali altre mediazioni linguistiche vanno a colmare l'importanza di questi due concetti.

Si diventa bravi quando si spalancano le porte della curiosità per farci entrare dentro tutto quello che per essere efficace deve essere conosciuto meglio. Lo scopo di questo corso è dunque quello di fornire gli strumenti interpretativi  per accedere ai segreti della forma e del colore, perché davvero esiste molto di più di quello che crediamo di vedere. 

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
Itinerart-Cultura Via Sant'Egidio 11- 01100 Viterbo -Presidente Fiorenzo Mascagna www.mascagna.it tel 320 63 88 040