Dislessia per compagna

“Ognuno è un genio 
ma se si giudica un pesce dalla sua abilità 
di arrampicarsi sugli alberi,
lui passerà tutta la vita a credersi stupido.”
                          Albert Einstein

Il corso periodico "Dislessia vista da dentro" si avvale del sistema cooperativistico di apprendimento.

Questo significa che ha un costo compressivo di 150€ divisibile in quote per i partecipanti.

Può essere attivato con un numero minimo di 5 iscritti che sceglieranno giorno e orario e non potrà superare la quota di 25€ a persona.

La durata del corso varia dalle 2 alle 3 ore e si svolgerà presso lo spazio Itinert in via Sant'Egidio 11 a Viterbo. La lezione sarà  tenuta da Fiorenzo Masscagna docente dislessico di Teoria della percezione e Psicologia della forma. info: 320 63 88 040. info@mascagna.it

Dislessia per compagna è un corso breve sulle metodologie inclusive dedicato a genitori e insegnanti che abbiano a casa o a scuola bambini e ragazzi dislessici.

Il corso periodico, della durata di un pomeriggio o di una mattina, trae ispirazione dalla pubblicazione del sottoscritto "Dislessia per compagna". Il titolo sta a significare che il docente di Teoria della percezione e psicologia della forma che terrà il seminario è dislessico, quindi in grado di comprendere le difficoltà e capace di apportare qualche rimedio a questo disturbo che colpisce più ragazzi di quanto si creda.

Sebbene il termine “dislessia” sia stato coniato sul finire dell’Ottocento, è entrato a far parte del vocabolario comune in ritardo rispetto ai primi studi che ne hanno rilevato le problematicità strutturali.

Di dislessia se ne parla soprattutto adesso perché una volta il disturbo veniva confuso con altro, come svogliatezza, scarsa propensione all’apprendimento, limiti cognitivi dovuti a fattori ereditari, quando non associata a problemi della vista. 

Questo corso è stato pensato da un docente dislessico che ha fatto parte di quell’ampia schiera di studenti che hanno partecipato poco e male alla vita scolastica a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Quindi il punto di vista dal quale viene affrontato l’argomento è quello di chi si trova quotidianamente a convivere con questo disturbo che se non crea sostanziali impedimenti di certo non facilita quella marcia spedita verso la parola.

Le difficoltà hanno nel loro dna gli strumenti per essere superate, ma perché possa avvenire è necessario che le motivazioni superino di gran lunga il problema.

Il corso più che un tracciare la mappa delle difficoltà è un contributo da parte di chi con la dislessia ci convive da sempre e per ragioni professionali la considera come una compagna, magari dispettosa ma sicuramente originale e capace di cercarsi strade alternative non battute dalle metodologie di apprendimento tradizionali.  

Se grandi scienziati e artisti come Einstein e Picasso non hanno avuto difficoltà a raggiungere i successi sperati, vuol dire che la dislessia può tramutarsi da problema in opportunità una volta che se ne conoscono le dinamiche strutturali.

Che si tratti di alunni o figli dislessici, il desiderio di un adulto è quello di veder questi ragazzi camminare in modo spedito verso quel futuro colmo di legittime aspirazioni.

Si tratta in ogni modo di conoscere e fare amicizia con questa compagna dispettosa che si diverte a nascondere le parole, quando non è in vena di rovesciarle o rubare lettere dalle frasi.

Saper stare al gioco è quindi la risposta migliore da dare a questo disturbo, perché si sa, opporsi a un dispetto può voler significare riceverne altri e di peggiori.

Il principio di utilità che anima questo percorso dedicato a chi la dislessia se la vede passare accanto ogni giorno, nasce dall’esperienza diretta che è andata a mescolarsi alle conoscenze di Teoria della percezione e Psicologia della forma.

Si tratta quindi di un corso a metà strada tra quello che un dislessico consapevole può dire della dislessia e quello che può analizzare il docente di una disciplina sicuramente centrale rispetto a questo problema.

Questo disturbo, se supportato da adeguati strumenti, non impedisce di arrivare dove arrivano gli altri.

Occorre quindi appropriarsi di questi strumenti che nel mio caso il dislessico suggerisce al docente. Del dialogo tra cultura e esperienza diretta ne possono beneficiare quanti credono che la chiave per aprire la porta del problema sia collocata a metà strada tra la pratica e la teoria delle metodologie applicative.

Si può qualche volta essere da esempio per altri, perché da dislessico studio, scrivo, mi occupo d'arte e normalmente parlo da sopra una pedana.

Normalmente chi insegna ha letto molto ed è stato bravo a scuola. A me non è mai piaciuto leggere e sono stato bocciato in quarta elementare, però insegno, scrivo libri  mi occupo di alta formazione. Se questo può significare qualcosa, il corso proposto è da frequentare.

 

Itinerart-Culrura per la didattica e la formazione si trova in via Sant'Egidio 11 adiacente Corso Italia a Viterbo

Nel video "Dislessia come compagna di viaggio" è narrata la difficoltà di lettura di un adoscente dislessico che si trova di fronte un libro di narrativa

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