Pedagogia e scienza dell'arte

(Iniziativa formativa ID.28550)

Corso teorico-pratico che attraverso elementi di pedagogia e di scienza dell'arte promuove le metodologie interpretative del disegno e della grafia attraverso l'integrazione interdisciplinare allo scopo di favorire una maggiore coesione tra i diversi sistemi di apprendimento.

C’è stato un tempo in cui l’arte ha contribuito potentemente alla didattica con opere, teorie e approfondimenti che hanno accompagnato la crescita di insegnanti e artisti.

Dagli studi impressionistici sulla luce, al contributo di Paul Klee con la teoria della figurazione e agli scritti sull’arte di Kandinskij è stato un continuo mettere in luce il dietro le quinte dell’esperienza artistica per provare a comprendere di cosa l’arte è fatta.

Poi in parte queste teorie sono confluite in altre discipline interpretative perdendo nella sostanza il carattere unitario che le aveva generate. Kandinskij auspicava che si potesse dar vita a una scuola di scienza dell’arte. Oggi questa scuola che non c’è, è sicuramente ciò che manca. 

Manca agli artisti che procedono istintivamente ignari di teorie che potrebbero far cambiare di segno alle esperienze, manca alle scuole di architettura e alle accademie, manca agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie che non avendo ricevuto una preparazione specifica di teoria della forma e del colore si ritrovano di fronte disegni di ragazzi che, pur essendo linguaggio, non conducono a soluzioni interpretative. 
La domanda è se non ci sia bisogno di appropriarsi di quei sistemi conoscitivi necessari per comprendere i meccanismi  che danno origine all’esperienza umana messa in evidenza dall’arte. 

Quando ci si chiede quale ambito formativo può contribuire ad accrescere la consapevolezza delle origini dalle quali trae origine il nostro comportamento quotidiano, la risposta più convincente la fornisce la scienza dell'arte in quanto disciplina che studia attraverso il segno e il colore lo sviluppo del bambino.

Le prime manifestazioni linguistiche sono state di ordine pittorico e non verbale. Dall’arte ha avuto origine la matematica e tutta la metodologia scientifica, farne quindi una depandance dell’intelletto può significare non aver compreso che per ogni cosa c’è un inizio che corrisponde alle fondamenta di un qualsiasi palazzo. 

Questo corso, proposto nella versione ridotta rispetto a quello di 20 ore approvato dal Ministero per la pubblica istruzione e al quale sarà possibile accedere da setembre, vuole essere da supporto a chi lavora con la pedagogia. L'oggetto di interesse del percorso formativo è l'analisi del disegno, in special modo quello del bambino. 

Scarabocchio originario del caos e ordine grafico coloristico costituiscono gli estremi entro i quali l'esperienza si muove.                                                 

Per la Teoria della forma la linea non è costituita da una serie di punti giacenti su un piano ma da un punto che si mette in movimento, che così facendo genera la prima dimensione, la seconda e infine la terza. Tutto ha inizio quindi dalla linearità costituita da lineari attivi, medi e passivi. Vero è che prima arriva la forma e poi il colore.

Linee e colori sono gli elementi alfabetici con i quali il bambino si misura quotidianamente e che danno origine a qualsiasi percorso figurativo, sia che la linea sia presente, sia che venga assorbita dal colore. Il passaggio che va dalla prima dimensione alla terza passando per la seconda racchiude tutti gli elementi necessari per dare vita all'esperienza artistica o di semplice appagamento visivo e motorio.

Attraverso l'incontro proposto sarà possibile conoscere la natura del segno ed anche quella del colore, entrare in contatto con le combinazioni dei contrasti cromatici dai quali ricavare significati per la composizione. 

Il disegno è un rivelatore di intenzioni e per questo motivo  necessita di strumenti per essere indagato. 

La prima forma che percepiamo senza difficoltà è quella circolare, lo è perché vediamo il mondo che ci è intorno attraverso il foro della pupilla. La seconda è il quadrato perché inscritto nel cerchio e poi il rettangolo percepito come due quadrati affiancati. Il triangolo, sebbene composto da soli tre elementi è una forma complessa.

E' possibile associare alle forme primarie e socondarie i rispettivi colori che ne rafforzano il significato simbolico.

 

Per ragioni troppo complesse per poterle spiegare in una battuta, ma che verranno trattate durante il corso, è possibile associare a primarietà e secondarietà cromatica specifici atteggiamenti comportamentali. Il bambino già dal quarto anno di età utilizza i contrasti cromatici e ne fa un uso funzionale alle sue esigenze rappresentative. Magari non sa come si chiamano ma li utilizza disinvoltamente.

Nel disegno sottostante è presente l'equilibrio cromatico generato dalle coppie complementari.

Anche se il bambino non sa che l'utilizzo delle coppie complementari dà luogo all'equilibrio retinito fornito dalla somma di due colori opposti come verde e rosso, giallo e azzurro, compone il suo disegno seguendo un ordine logico anche quando può apparire strano e incompleto.

I contrasti che maggiormente finiscono sopra il foglio sono quelli di caldo-freddo, dei complementari e il contrasto di colori puri di colori puri. Dei 7 contrasti ne utilizza almeno la metà attorno al quarto anno di vita.

Il colore va indagato da quattro punti di vista perché essendo composto da onde elettromagnetiche sfugge alla logica del più o meno simpatico.

Il colore è contenuto nella luce bianca e non può essere quindi considerato come una proprietà dei materiali. Questo ci fa dire che viene emesso da una fonte luminosa, incontra gli elettroni periferici degli atomi che costituiscono la materia e dalla scontro tra fotoni e elettroni viene generato il colore che vediamo. Il ragionamento è ovviamente rivolto ai pigmenti con i quali il bambino disegna.

L'organo di ricezione di questi stimoli luminosi è l'occhio e in particolar modo la fovea della retina. E' qui che sono presenti le cellule recettrici che ci consentono la visione cromatica.

I fotorecettori che prendono il nome di coni della retina sono divisi in tre gruppi con diverse sensibilità cromatiche. Un gruppo intercetta i rossi e gli aranci, uno i verdi e i gialli, l'altro i blu e i violetti.

E' per questa ragione che possiamo riconoscere con certezza primari e secondari. Anche se il bambino non ha coscienza delle reazioni fotoniche della luce sceglie i colori che può riconoscere con certezza.

Dal come vengono utilizzati questi colori, che comprendono anche il marrone concepito come arancio spento, si ha una mappa comportamentale, perché appunto il colore è energia radiante e il suo utilizzo non è mai casuale.

Nel disegno sottostante i pesi cromatici che hanno una loro collocazione naturale nel rapporto scuro:terra, chiaro:cielo sono invertiti e questo fa presegire qualcosa di minaccioso. La presenza sovrabbondante del violaceo suggerisce delle urgenze. Si tratta molto probabilmente della gelosia di una bambina che attraverso il disegno mostra l'incognita del fratellino nella pancia della mamma.

Quando i colori scuri appaiono in alto c'è il rovesciamento dei pesi visivi che va a contraddire la legge di gravità per la quale ciò che è scuro (verticale) poggia a terra, mentre i toni freddi e chiari (orizzontali) vanno a occupare lo spazio aereo.

E' quindi il contrasto di chiaro-scuro il primo a evidenziare il rapporto armonico della composizione. Dagli equilibri che si stabiliscono attraverso i rapporti cromatici si percepisce lo stato d'animo del bambino.

Molto altro potrà essere detto durante il corso breve dedicato alla pedagogia dell'arte, e tutto quello che potrà essere detto prenderà origine dalla scienza e non da estemporanee convinzioni soggettivistiche su forma e colore. 

Se può essere il percorso giusto, vi aspetto.

ARGOMENTI DEL CORSO

 

Dal punto alla forma, genesi del segno.

 

Primarietà e secondarietà cromatica.  

Colore come linguaggio.

 

Teoria della luce e percezione visiva.  

Dalla realtà alla visione.

 

Scienza interpretativa del disegno.  

 

Alfabeto linguistico dell’arte

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