VOGLIO UNA VITA A COLORI

 

LABORATORIO CREATIVO PER IL PAZIENTE ONCOLOGICO

 Itinerart

 Come obiettivo il risultato

 

Il laboratorio creativo mira al risultato perché nel dire “Credevo di non esserne capace” è contenuta la scoperta che fa diventare oggetto estetico la somma delle esperienze intraprese. Occorre soltanto dire a se stessi: “Ci voglio provare”.

Se l’arte è un modo per crescere

facciamolo insieme

 

Si è soli quando si spingono i pensieri dove non li trova nessuno. Ma noi li vogliamo trovare perché sappiamo quanto sono preziosi e, soltanto dopo, potremo fare insieme a loro un pezzo di strada, almeno fino a quando non si intraveda la meta.

 

Il laboratorio creativo Itinerart non ha nulla di miracoloso e non è sostitutivo di cure dalle quali dipende il risultato. È semplicemente un luogo impregnato d’arte e di cultura che ha il pregio di far perdere la strada ai cattivi pensieri.

Qui si può dipingere, fare design o scultura, si possono restaurare libri o costruirne di nuovi, si impara a conoscere l’arte attraverso le sue infinite sfumature. Frequentare questo luogo può aiutare a conoscere meglio se stessi e a far emergere le proprie potenzialità creative. 

Il laboratorio promuove la confluenza tra diverse discipline artistiche ed ha come obiettivo la ricerca di soluzioni originali. Lo spazio Itinerart, nato per promuovere, produrre e sostenere la creatività è a disposizione di quanti sentono di voler aggiungere questa esperienza alla propria vita.

 

L’esperienza diretta

 

Ho vissuto anch’io questa esperienza che ti cambia la vita. Sapendo che le battaglie non si combattono a mani nude e non si possono vincere da soli, ho lasciato ai medici il difficile compito di sconfiggere la malattia tenendomi la possibilità  di farla dialogare con il mio vissuto.

Ho messo nelle mani della mia malattia tutti i colori che avevo e le ho regalato parole che nessuno conosceva perché anche lei in quel momento faceva parte della mia vita. Abbiamo parlato e composto opere insieme ma avevamo percorsi diversi da fare, le ho fatto capire però che la mia era la strada migliore. Vorrei che altri facessero il mio stesso cammino che conduce in cima alla salita dove il grigio si tramuta in colore.

Far cambiare idea alla malattia non è una cosa da poco. Richiede energie che spesso non ci sono e anche l’ottimismo, che è la cura migliore, appare lontano e non si fa trovare. Ecco allora che serve farsi accompagnare fino alla sorgente della positività dove diventa facile anche far specchiare la malattia dentro forme e colori. È contaminando di vita il negativo che si producono le condizioni per riconquistare il sorriso.

                                                                                 Fiorenzo Mascagna

 

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